Fondare un partito

Fondare un partito

Come fondare un partito politico dal nulla

1 Per quanto riguarda i requisiti fondamentali, occorre ricordare che non è richiesto alcun titolo di studio, tranne ovviamente l’aver frequentato le scuole dell’obbligo (licenza media inferiore), dal momento che chiunque può candidarsi alle elezioni politiche. Non occorre neanche avere un capitale iniziale, dal momento che il partito è una forma associativa del tutto differente da un’impresa economica. Occorre, invece, avere un seguito di almeno mille sostenitori iniziali e una struttura che possa fungere da sede del movimento o partito politico.

2 Per quanto riguarda i divieti, esplicitamente elencati dalla Costituzione e dalle altre Leggi dello Stato occorre ricordare che i nuovi partiti politici non possono presentarsi nella forma delle organizzazioni paramilitari; non possono dar vita a forme di associazionismo segreto e, infine, non possono avere lo scopo di ricostituire il Partito Fascista, esplicitamente bandito dalla scena politica italiana anche nelle Disposizioni Transitorie e Finali della Costituzione stessa.

3 Dal punto di vista burocratico occorre, innanzitutto, che almeno tre persone appartenenti al movimento si rechino da un notaio, per depositare legalmente, attraverso la sottoscrizione di un apposito atto notarile, il nome del nuovo soggetto e l’obiettivo politico, descritto in un programma, oltre che al logo personale del partito, che ne costituisce il marchio.

Tanto il nome, quanto il programma e il marchio devono essere del tutto originali. La Legge richiede la presenza di almeno tre persone, nel momento della stipula dell’atto notarile, affinché rappresentino le cariche istituzionali di Presidente, Segretario politico e Tesoriere, previste dalle norme italiane.

4 Dopo la sottoscrizione dell’atto notarile, occorre aprire una Partita IVA e un Conto corrente bancario. Tra gli adempimenti burocratici che è obbligatorio espletare occorre anche ricordare di iscrivere il proprio partito politico alla Prefettura, per partecipare alle elezioni. La struttura che viene utilizzata come la sede principale del partito deve, poi, essere dichiarata al Tribunale Elettorale, alla Guardia di Finanza, alla Camera di Commercio, alla Questura, al Comune ed alla Prefettura.

5 Tra gli obblighi istituzionali del nuovo soggetto politico vi è anche quello di istituire un Congresso di fondazione del partito o movimento politico, nel quale l’Assemblea composta da tutti i tesserati dovrà confermare o gli amministratori dichiarati nell’atto notarile di costituzione del partito o nominarne di nuovi.

6 L’ultimo elemento necessario, soprattutto nel caso di Liste Civiche comunali e apartitiche, è una raccolta di firme che serve per istituire una specifica lista elettorale; il numero delle firme necessarie varia in base al genere di elezione (nazionale, provinciale o comunale) per cui il partito concorre.

7 Al di là degli adempimenti burocratici e degli obblighi istituzionali, l’istituzione di un partito politico richiede l’individuazione e il perseguimento di una precisa causa che possa essere considerata comune, ovvero che possa essere pubblicamente condivisa con altri cittadini ed elettori, come anche la volontà di servire quella stessa causa e di non perseguire interessi particolaristici.

Le 3 condizioni fondamentali per costruire un movimento/partito dal nulla, andare ad elezioni ed avere successo.

 

1) Programma e Idea Mainstream

E’ necessario  avere un programma definito, pubblico e facilmente accessibile che verta su almeno una idea forte e che ne sviluppi il tema, il programma definito e pubblicato almeno 6 mesi prima della data delle elzioni.

1a) Avere un programma

Per i nuovi movimenti/partiti politici le idee sono un asset fondamentale tanto quanto i front-man che ne portano la bandiera (Giannino per Fid, Grillo per M5s). E’ corretto che la domanda “Quale è il vostro programma” sia posta con insistenza a chi non è ancora entrato in parlamento. I partiti che sono già nella stanza dei bottoni in qualche modo hanno già definito le loro linee guida attraverso il proprio comportamento (o attraverso l’ignominia), i nuovi hanno solo “il programma”. Caso particolare è quello di Matteo Renzi, candidato del PD a cui viene chiesto il programma senza che la stessa operazione venga fatta con Bersani.

Dunque un nuovo movimento/partito politico esiste se ha un programma.

1b) Idee forti (il mainstream del movimento/partito)

Il programma deve ruotare intorno ad una o più (poche e chiare) idee forti:

esempio: M5s: il rinnovamento della classe dirigente e del modo di fare politica, Fid: il taglio della spesa, delle tasse e del debito.

I singoli punti programmatici sviluppano le idee mainstream del movimento/partito almeno in alcuni ambiti. Imprescindibile è quello economico, ma ci può anche essere quello dei diritti individuali e/o collettivi, l’ecologia, etc.

1c) Il Programma deve essere pubblico, facilmente accessibile e definito almeno 6 mesi prima della tornata elettorale

Sei mesi sono nulla, il minimo indispensabile per farsi conoscere e solo a patto di avere un front-man noto e autorevole. In questo senso FiD nonostante le ottime idee mainstream e il programma  non avrebbe alcuna chances per le prossime elezioni senza il traino forte di Giannino.

Ovviamente idee (o manifesto) e programma devono essere pubblici e facilmente accessibili a tutti. In questo senso la pubblicazione su Internet ricopre un ruolo fondamentale.

 

2) Una risposta univoca, chiara e automatica per ogni tema fondamentale o di attualità 

E’ necessario che siano definite a priori le risposte che ciascun portavoce del movimento/partito debba dare a domande pubbliche su temi fondamentali (es: Euro si, Euro no?) o di attualità (es: Vorresti Monti come ministro delle finanze?).

2a) Definire fin da subito lo spin doctor con pieni poteri

Che sia composto da una persona sola o da un comitato, deve essere definito a priori un organismo che decida, sulla base dell’idea mainstream e del programma, ogni singola risposta a domande dei media sui temi fondamentali e di attualità.

Le risposte NON devono MAI per nessuna ragione essere ambigue, grige o dare adito ad interpretazione. E’ evidente che su alcuni temi ragione vorrebbe fare dei distinguo, ma è imprescindibile, per avere successo alle elezioni essere il più possibile trancianti.

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