Heracleum mantegazzianum

Heracleum mantegazzianum

Non toccate quella pianta: Vi brucia la pelle

 

L’allarme negli USA, ma c’è anche in Italia


Heracleum mantegazzianum , comunemente noto come gigante hogweed , cartwheel-flower , pastinaca gigante , hogsbane o prezzemolo gigante , è una pianta della famiglia delle Apiaceae . In Nuova Zelanda, a volte viene anche chiamato pastinaca selvatica , o rabarbaro selvatico .Generalmente raggiunge altezze comprese tra 2 e 5,5 m (6 ft 7 in a 18 ft 1 in). Superficialmente, assomigliahogweed comune ( Heracleum sphondylium ), Heracleum sosnowskyi , giardino angelica ( Angelica archangelica ). È fototossico e considerato un’erba nociva in molte giurisdizioni. L’hogweed gigante è originario della regione del Caucaso e dell’Asia centrale. Fu introdotto in Gran Bretagna come pianta ornamentale nel 19 ° secolo e si è diffuso anche in molte altre parti d’ Europa , negli Stati Uniti e in Canada .

La linfa del panace gigante causa la phytophotodermatitis nell’uomo, con conseguente vesciche e cicatrici. Queste reazioni gravi sono dovute ai derivati furocumarinici nelle foglie, radici, steli, fiori e semi della pianta.

Cute e occhi: al tatto, in presenza o in seguito a radiazione solare diretta o raggi UV, provoca gravi infiammazioni della pelle con estese lesioni bollose che possono lasciare cicatrici permanenti. A volte può essere necessario il ricovero in ospedale. Piccole quantità di linfa negli occhi possono causare cecità temporanea o anche permanente. Queste reazioni sono dovute alla presenza, nelle foglie, nei fiori, nei semi, nel tronco e nella radice di derivati furocumarinici che sono in grado di penetrare nel nucleo delle cellule epiteliali e legarsi al DNA uccidendo le cellule. In Germania, dove questa pianta costituisce una reale emergenza, vengono spesi annualmente circa 44 milioni di euro per combattere le specie aliene invasive tra cui il Pànace di Mantegazza.

Natura: tende a formare facilmente popolamenti densi. Grazie alle grandi foglie che generano una densa ombra, causa il deperimento e la distruzione della vegetazione indigena. La radice a fittone, lunga fino a 60 cm, consente alla pianta una crescita rapida e una grande capacità di rigenerazione. Inoltre i semi conservano la capacità di germinare per circa 7-15 anni.

 

Distribuzione e habitat

Il pànace è stato importato in Europa alla fine del XIX secolo come pianta ornamentale. Dal 1950, a partire dai giardini privati, la pianta si è diffusa e inselvatichita insediandosi nei prati, sulle rive dei fiumi e nei luoghi incolti, sia in pianura, sia a quote più elevate. Produce da 1.500 a 100.000 semi l’anno che si propagano con il vento nel raggio di ben 50-100 metri e, a distanza con lo scorrimento delle acque o attaccandosi al pelo degli animali. Non genera stoloni, mentre il fittone nella sua parte superiore ha una elevata forza rigenerativa.

Il Pànace di Mantegazza è in grado di diffondersi con estrema rapidità ed è considerato, in particolare nelle isole britanniche e nell’Europa orientale, una delle specie più dannose. La sua pericolosità è legata principalmente alla tossicità cutanea e oculare della sua linfa che si verifica con la fotoesposizione e alla capacità di minacciare la biodiversità provocando il deperimento e la distruzione della vegetazione indigena. Per tali motivi è considerata una pianta “indesiderata” e fa parte delle cosiddette specie aliene invasive.

 

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