Training Handswork canoe

Tramite questi laboratori cerco di mettere al centro le capacità emancipatorie della persona, motivandola e sostenendola in un percorso che non parta dalla limitazione in atto ma dal desiderio di autonomia futura.

 

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Scopo principale di questi incontri è quello di accrescere la propria vitalità, cercando un approccio non assistenziale, bensì incentrato sull’empowerment personale e la responsabilizzazione, che si concretizza in azioni di accompagnamento e supporto, nella ricerca e nell’inserimento sociale e per chi può, affermando di volerlo fare, anche lavorativo.

 

La condizione di malattia e le eventuali disabilità influiscono sicuramente sullo svolgimento effettivo delle mansioni giornaliere, ma con le appropriate strategie e l’adeguato supporto, non impediscono alla persona di cercare, di ottenere e di condurre una vita normale.

 

Se la malattia mentale è, alla sua stessa origine, perdita dell’individualità, della libertà, nel manicomio il malato non trova altro che il luogo dove sarà definitivamente perduto, reso oggetto della malattia e del ritmo dell’internamento. L’assenza di ogni progetto, la perdita del futuro, l’essere costantemente in balia degli altri senza la minima spinta personale, l’aver scandita e organizzata la propria giornata su tempi dettati solo da esigenze organizzative che, proprio in quanto tali, non possono tenere conto del singolo individuo e delle particolari circostanze di ognuno.

 

Perchè queste pagine? Per dimostrare che nel mio piccolo, miserabile piccolo, ottengo qualche risultato. Una provocazione a coloro i quali potrebbero fare molto di più ma si limitano alla somministrazione dei soli farmaci.

 

 

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