Sportello Sociale Monachelle

Primo incontro di formazione con Ida Floridia

Associazione Terra Libera

Presupposto è che ciascuno di noi è una risorsa. E’ importante prenderne consapevolezza. Sembra sempre che noi abbiamo bisogno di qualcun altro per risolvere i problemi. E’ importante quindi non delegare ad altri ma prendere consapevolezza che ciascuno di noi può attivare un processo di cambiamento sociale partendo da se stessi. Solo partendo da noi stessi possiamo portare il cambiamento nel sociale. Ci sono formazioni religiose di cui ho fatto parte per 30 anni, in cui si aspetta sempre, in cui si fa sempre formazione; ma quando si parte sul serio per cambiare il mondo? Son stata per anni in dirittura di partenza, poi mi sono scocciata di aspettare. Nella mia pratica ho scoperto di avere un maschile molto forte che mi rendeva difficile approcciare con le donne che abbandonano i figli e da qui il conflitto col femminile. Quindi per far bene il mio lavoro ho dovuto affrontare dentro di me questo problema del femminile. Perché se non lo affrontavo sarebbe entrato il giudizio e il giudizio non deve mai entrare i qualsiasi lavoro nel sociale.

2° Incontro sportello di ascolto presenti : Ida, Giovanni, Annabella, Antonella, Giacomo, Giovanna, Gennaro(o), Elisabetta, Imma.

Quindi se ci immaginiamo uno sportello che si deve poter aprire e poter accogliere chiunque viene a questo sportello e che si possa fare qualsiasi tipo di richiesta. Dall’altra parte dello sportello si deve trovare una persona che non giudica, che ascolta, che accoglie e che porta la persona ad aprirsi. La persona che viene allo sportello non dice subito quello di cui ha veramente bisogno, cerca di capire prima chi ha di fronte. Poi se percepisce che può essere ascoltato ed accolto magari può iniziare ad aprirsi. Con l’esperienza capirete che dietro una domanda se ne nascondono altre, capirete cosa c’è dietro una richiesta d’aiuto. Non è mai quello che la persona viene a dire, la scoperta nasce dalla relazione.

Quindi prima dobbiamo essere capaci di ascoltare noi stessi, di capire i nostri bisogni e le cose che in un certo modo ci feriscono. Quando ascoltiamo qualcuno che ci racconta la sua storia in qualche modo questo si collega col nostro vissuto, con qualcosa di irrisolto. Basta esserne consapevoli. Capire che dobbiamo sempre andare in punta di piedi nella vita degli altri. Se dovessimo aspettare di aver risolto tutto per potersi aprire agli altri, non apriremmo nessuno sportello. Capiremo che in un certo modo dovremo mettere dei confini tra la nostra emotività e quello che mi sta colpendo e quindi sapermi fare aiutare. Lo sportello, pertanto, non deve essere affrontato da solo ma almeno in coppia. Ci deve sempre essere la capacità di fare questo gioco di coppia: se qualcuno ha difficoltà può intervenire l’altro. Meglio lavorare in coppia anche perché è un carico emotivo molto forte.

Sportello sul femminile.

Mi avete chiesto che tipo di sportello potete fare. Siamo nella scia degli sportelli antiviolenza sulle donne. A me non piace tutto quello che è contro perché questo “contro” significa che dobbiamo creare una contrapposizione. Io lavoro tanto con le donne e ho messo in galera molti uomini. Non voglio dire che le donne debbono sopportare ma non mi piace l’approccio degli sportelli antiviolenza, lo ritengo abbastanza aggressivo politici ogni tanto si ricordano che abbiamo bisogno di servizi e ci regalano strutture per un anno, per otto mesi. Poi si chiude perché finiscono i soldi, poi 1 si riapre etc. Sono strutture di passaggio, poco utili alle persone. Alla fine capisci che l’unico riferimento siamo noi volontari, noi siamo le risorse stabili; le risorse dal basso sono in realtà quelle che funzionano meglio. Queste non si chiudono perché non sono legate ai soldi del momento. Funzionano le strutture orizzontali, senza vertici, cerchi non piramidi. Io ci provo sempre a interloquire con le istituzioni, ma da 30 anni in realtà le cose non vanno. Fortunatamente ci sono tante risorse a livello orizzontale che possono essere attivate.

Terra libera a Quarto.

E’ nata con questa esigenza. Giovanni Sabatino il presidente, da sempre si occupa come volontario di persone che hanno problemi di dipendenza. L’associazione è nata per poter prendere in fitto un locale, dopo un lungo pellegrinaggio tra strutture del Comune che chiudevano, la Chiesa e la Cgil per Anziani. L’associazione nasce quindi dalla fuoruscita di situazioni problematiche, da problema a risorsa. Gli utenti sono anche i soci. Questa caratteristica da un canto è una risorsa poiché chi esce da problemi ne conserva il ricordo e questo lo rende facilmente empatico e motivato con gli altri, dall’altro ci stanno momenti di confusione perché ci sono le ricadute. E questo dinamismo ci impedisce di fissarci e ci fa stare con i piedi per terra. Poi c’è l’esperienza del cerchio delle donne. Siamo diversi dal centro antiviolenza perché là si privilegia la difesa della donna. In realtà spesso la donna non è pronta a denunciare. Quando la violenza avviene la donna ha bisogno di parlare, di buttar fuori tutto quello che sta vivendo. Non ha bisogno né di psicologi, né di avvocati. Ha bisogno di un supporto, di un accompagnamento per quello che sta vivendo.

Io sono pubblico ufficiale e quindi se ho notizie di reato devo trasmetterle. Ma essendo “fuori dal comune” non sono fedele a questo dovere. La signora mi dice mio marito mi picchia , mi fa male io lo denunciavo e quella faceva marcia indietro e diceva che se lo era inventato o che avevo capito male. Seguire una donna vittima di violenza è una cosa… tosta.

Se ci schieriamo a difesa della donna contro , noi non aiutiamo la persona, né a crescere nella consapevolezza di sé, né a capire le dinamiche in cui si è trovata intrappolata. Dinamiche di rimozione, dinamiche di illusione. Per arrivare ad attribuzione di responsabilità, ce ne passa. Ci sono tanti elementi che portano confusione, come i sensi di colpa, che vengono elaborati dalla donna con molta fatica. A terra Libera per questo motivo abbiamo organizzato un percorso di consapevolezza del femminile che si attua attraverso dei gruppi di auto-aiuto fatti con le donne ma gli uomini non sono esclusi. Gli uomini hanno un aspetto femminile e le donne si sentono accolte da questo aspetto. Se noi riusciamo a far capire alla società che la causa della violenza alle donne è la negazione degli uomini del proprio femminile . Spesso l’uomo ha soppresso il proprio femminile. Il femminile è ricettività, il femminile è accoglienza. Oggi si parla non di femminismo separatista ma di eco-femminismo. Tutto ciò che divide e separa è frutto del patriarcato. Io ho cominciato ad approfondire il lavoro m su di me quando mi sono accorta di essere molto giudicante nei confronti delle donne che abbandonano i figli. Ho iniziato a vedere quale parte emergeva in me e capire che io davo molta importanza ai bambini che assistono a tante cose. Quindi ho iniziato a lavorare con le donne partendo dalle mie difficoltà e abbiamo cominciato ad usare la tecnica del cerchio delle donne. Una esperienza che sta un poco in tutto il mondo e che io avevo pensato di aver inventato. Il mio primo obiettivo era lavorare con le donne e scoprire insieme a loro come arrivare a vedere il cambiamento nel sociale. Quindi dovevo partire da me: conoscere la natura del femminile.

La Natura del Femminile.

Qual è la natura del femminile? E’ poco conosciuta alle donne stesse. C’è, la percepiamo ma con tutte le sovrastrutture di tipo patriarcale che ci hanno intrappolato, la natura del femminile si esprime molto poco nella nostra società. Tutte le religioni, ad esempio, si rifanno ad una ideologia patriarcale. La spiritualità è una cosa, la religione un’altra. Io lavoro sulla spiritualità del femminile, che è molto importante. La natura del femminile viene fuori senza grandi difficoltà. Nel cerchio si ritrovano donne che provengono da diverse realtà. Donne con problemi di maltrattamenti che non avevano maturato la voglia di denunciare o comunque di essere consapevoli delle violenze che subivano. Donne che erano familiari di persone con dipendenze, poiché esiste una violenza specifica dove ci sono dipendenze.

Questa violenza molto forte a volte viene tollerata dalle donne perché ricattate con la frase .“Se te ne vai , io non mi salvo, io sto peggio.” Donne intrappolate in violenze di vario tipo. Anche perché le nostre mamme e le nostre nonne hanno sempre detto “Zitta e sopporta”. Le nonne erano caratterizzate dalle labbra serrate, se ci avete fatto caso. La violenza c’è sempre stata e si è sempre subita. Molte malattie del femminile hanno a che fare con la tiroide, i noduli alle corde vocali perché le donne non hanno potuto esprimere la propria voce. Quindi il primo compito è liberare la voce delle donne. E per far questo devi trovare la forza nel nostro centro di energia che è l’utero. Da là viene la luce del femminile. Scoprire questa natura. Detto così sembra una cosa magica. Per arrivare a questo io lavoro con tutto ciò che è ciclico. Tutto il femminile ha a che fare con i cicli. La luna ha il ciclo come le donne di 28 giorni. La luna è un archetipo. Se ci connettiamo con queste energie riusciamo meglio. La donna non è lunatica, è lunare. Anche la terra è ciclica, con le stagioni. Anche il ciclo dell’acqua. Arrivare al femminile attraverso gli elementi. Capire che l’energia degli elementi è anche dentro di noi, che non ci può essere separazione. Non ci può essere dualità perché siamo tutti uno. Quindi ci allontana dal femminile l’atteggiamento “contro” , anti-violenza. Attraverso il cerchio sperimentiamo tutto ciò. Si fa meditazione, yoga, i mantra, molta condivisione di storie. Si fa molta sperimentazione del femminile anche attraverso la danza.

Nel cerchio tutte auto-guariamo. Appena arrivo dico “nun ci facci chiù”., sono venuta a prendere dal cerchio. Tutto ci che mettiamo nel cerchio lo ritroviamo lì, si trasforma. Ognuno se ne va con qualcosa che ha ricevuto che diventa un seme. Le parole sono semi, semi di una potenza straordinaria. E le parole in qualche modo entrano nel cerchio, entrano in questo movimento, in questo processo di trasformazione. Quando verremo col cerchio sentirete donne che vi racconteranno di cambiamenti straordinari nella loro vita. Il cambiamento è naturale perché le risposte sono dentro di noi. Non c’è nessun guru, nessun maestro, nessun santone, nessuna Dea. Ognuna di noi è un piccolo cerchio che forma il raggio di questo grande cerchio che si espande. E la donna del cerchi non stabilisce rapporti di dipendenza dai suoi bisogni, ma di reciprocità. “Io ho bisogno di te” è una illusione. Nel cerchio le donne si sentono attirate da donne che irradiano benessere, che irradiano luce. Il cerchio è aperto, cambia e continuamente viene alimentata questa fiamma…

Incomincia adesso. C’è una verità elementare, la cui ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani: nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove. Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti mai sarebbero avvenute… Qualunque cosa tu possa fare o sognare di poter fare, incominciala. L’audacia ha in sé genio, potere, magia. Incomincia adesso. Johann Wolfgang von Goethe

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