Vado a vivere in Portogallo

Vado a vivere in Portogallo

Come si vive da pensionati in Portogallo ?

Tanti italiani scelgono di trascorrere all’estero la seconda parte della loro vita, ad oggi si contano oltre 10 mila pensionati italiani in Portogallo. Il Portogallo sembra essere diventato il nuovo paradiso per i pensionati.

Il motivo?

Taglio delle tasse sugli assegni pensionistici, qualità della vita alta, tranquillità e basso costo per spese e divertimenti sono tra i motivi principali della decisione di trasferirsi in Portogallo da pensionato.

La tassazione, secondo gli accordi bilaterali tra Italia e Portogallo attivi dal 2009, coloro che prendono la residenza nello Stato portoghese riceveranno la pensione lorda senza subire tassazioni sul loro assegno mensile per ben 10 anni. 23 settembre 2009, decreto legge 249/2009, è stato approvato il Codice Fiscale dell’Investimento, un allettante regime fiscale in cui è stata introdotta la figura giuridica del “Residente non abituale”, che permette ai pensionati di poter usufruire di un’esenzione d’imposta per dieci anni consecutivi al riconoscimento e alla detassazione della propria pensione.

TRASFERIRSI IN PORTOGALLO COME RESIDENTE NON ABITUALE

Il regime fiscale particolarmente vantaggioso che il Portogallo ha studiato e, successivamente, applicato per alcune specifiche categorie di contribuenti (tra cui i pensionati) ha recentemente chiamato l’attenzione dei maggiori mass media italiani sull’argomento.
Tale regime, approvato con il Decreto Legge n. 249/2009 del 23 settembre ( D.L. 249/09), ratificato dalla Circolare 2/2010 (Circular 2/2010) della Direzione delle Imposte portoghese e divenuto legge nel 2013, nasce sulla scia del trend, sorto in altri Stati membri dell’Unione Europea, di creare regimi fiscali ad hoc per la tassazione dei redditi guadagnati dai cossidetti “Temporary Residents”.
Il Portogallo ha così inteso modulare un sistema fiscale del tutto particolare con la chiara intenzione di attrarre nel proprio territorio soggetti in grado di garantire da una parte delle capacità lavorative qualificate e dall’altra nuovi capitali.
Il nuovo regime interessa, infatti, una serie di categorie di lavoratori autonomi o dipendenti che assicurando attività ad alto valore scientifico, artistico o tecnico nel territorio portoghese vengono premiate con un regime fiscale agevolato al 20%. I pensionati, invece, sono incentivati a trasferirsi in terra lusitana con l’esenzione totale delle imposte sulle pensioni e sui vitalizi.
Analizzando nello specifico la figura del Pensionato che intende ottenere lo Status di “Residente non Abituale in Portogallo” bisogna, innanzitutto, fare un distinguo tra pensioni pubbliche (ossia quelle erogate dallo stato, da una suddivisione politica, amministrativa o da un ente locale, per intenderci come le pensioni ex INPDAP) e pensioni private (quelle pagate da enti, istituti od organismi previdenziali preposti all’erogazione del trattamento pensionistico, ad esempio l’INPS). In base agli artt. 18 e 19 della Convenzione tra l’Italia e il Portogallo (entrata in vigore il 15 gennaio 1983) solo per queste ultime è possibile ottenere il regime agevolato portoghese. Per le prime, purtroppo, non viene riconosciuta tale eventualità. Agli ex dipendenti pubblici non rimane che scegliere destinazioni alternative più scomode dove gli accordi internazionali non richiamino tale distinzione, una tra molte è la Tunisia.
Rimanendo sul tema portoghese vediamo l’iter per ottenere i benefici fiscali.
In primis è necessario che il pensionato non sia stato tassato come residente fiscale in Portogallo negli ultimi 5 anni.
E’ fatto obbligo, inoltre, di risiedere per almeno 183 giorni (anche non consecutivi) ogni anno nel territorio portoghese.
Nel caso in cui il periodo di permanenza sia inferiore ai 183 giorni, in realtà, la legislazione portoghese permetterebbe ugualmente il riconoscimento dello Status dimostrando di possedere un’abitazione nel territorio nazionale adibita a residenza abituale; questa seconda ipotesi non collima, purtroppo, con la legislazione italiana (art. 2 del TUIR) che stabilisce come, ai fini delle imposte sui redditi, si considerino residenti in Italia le persone che per la maggior parte del periodo di imposta (183 giorni per l’appunto) siano iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o abbiano nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile.
Lo Status di RNH (Residente Fiscale non Abituale) deve, infine, essere obbligatoriamente richiesto entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui tale regime dove produrre effetto.

Partendo dal presupposto che l’interessato abbia attentamente vagliato i pro e i contro del trasferimento in Portogallo e si sia formato una precisa idea di dove andare a vivere, questi dovrà, come prima cosa, presentare, presso gli uffici della amministrazione tributaria e doganale o presso le agenzie del cittadino preposte, la richiesta per ottenere il N.I.F. (Numero de Identificaçao Fiscal) come straniero non residente. Il rilascio è immediato e gratuito.
Fatto ciò, è fondamentale trovare un’immobile che attesterà l’effettiva residenza in Portogallo. Esistono decine di agenzie immobiliari in grado di soddisfare ogni esigenza e portafoglio sia nel caso si voglia affittare una casa sia che si preferisca acquistarla; il consiglio è sempre quello di muoversi con congruo anticipo nella ricerca in modo da ottimizzare i tempi.
Per quanto riguarda i contratti di locazione è bene fare un contratto annuale con clausola di risoluzione consensuale anticipata. L’agenzia, in genere chiede una mensilità come onorario.
Una volta sottoscritto il contratto di locazione il proprietario provvede alla registrazione immediata e, a quel punto, si può richiedere al Comune il “Certificado de Registro de Citadao da Uniao Europea” che attesta la residenza anagrafica in quel luogo. Occorre compilare una specifica domanda a cui saranno allegati una serie di documenti che attestino, tra l’altro, che si hanno i mezzi economici per vivere in Portogallo.
Dopo il rilascio della residenza anagrafica da parte del Municipio (tutta questa fase, si svolge nell’arco di due\tre giorni e richiede la presenza della persona interessata) si può inoltrare la domanda alla D.G.C.I. di Lisbona (Direçao General dos Impostos) per ottenere il “Certificato di Residenza Fiscale” in Portogallo (Pedido de Certificaçao de Residencia Fiscal) compilando e presentando anche qui un apposito modello. Ad oggi, per ottenere tale certificato occorrono, in mredia 10-20 giorni.
Una volta avuta la residenza in Portogallo ci si deve, entro 90 giorni, iscrivere all’A.I.R.E (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) presso la sede diplomatica\consolare italiana competente per zona.
E’ necessario, poi, aprire un conto corrente presso una banca portoghese richiedendo tutte le coordinate bancarie da fornire all’ente pensionistico italiano per l’accredito della pensione in Portogallo (nel caso si voglia chiudere il conto corrente italiano è bene farlo solo dopo che la pensione è stata accreditata).
Concluso questo iter, si può finalmente inoltrare alla sede dell’ufficio pensionistico italiano di competenza la domanda di trasferimento della pensione lorda sul conto corrente portoghese in quanto residenti fiscali all’estero, allegando anche in questo caso una serie di documenti.
Nel mentre, si dovrà inoltrare agli Uffici Finanziari di Lisbona (Direcçao de Serviços de Registro de Contribuentes) la richiesta di iscrizione come Residente non Abituale in Portogallo (Pedido de Iscriçao como Residente nao Habitual) avendo cura di compilare la specifica domanda.
La Direzione dopo aver preso visione di tutta la documentazione prodotta e aver fatto le verifiche d’ufficio iscriverà il richiedente nello speciale Registro (Cadastro) che dà giuridicamente il diritto all’esenzione decennale d’imposte sulla pensione.
Va ricordato che il conseguimento dello Status non è automatico, ma dipende dalla valutazione e approvazione previa da parte dell’autorità. Lo studio di ogni domanda e la conseguente valutazione avviene, in media, entro sei mesi.
E’ utile sapere, infine, che lo Stato italiano richiede la cancellazione della residenza dal territorio nazionale entro 180 giorni dal 30 settembre di ogni anno per riconoscere la tassazione all’estero della pensione per quell’anno d’imposta.
Esaminato l’iter burocratico non rimane che dare qualche consiglio.
Il Portogallo è un paese molto simile all’Italia sia per il clima che per la cultura che per la qualità della vita.
Il sud è una zona prettamente turistica dove risiedono buona parte degli inglesi e dei francesi. Le cittadine sono belle e tranquille, ma è bene sapere che non possono offrire le opportunità di una grande città (del resto anche in Italia vivere in un piccolo centro ha i suoi vantaggi e svantaggi), inoltre, al momento non ci sono voli diretti con l’Italia se non sporadici charter turistici. Per arrivarci occorre prendere un volo interno da Lisbona o da Porto (si possono trovare a 10 euro) o il pullman o il treno. In alternativa ci si può muovere tranquillamente in automobile.
Per contro Lisbona e Porto (o Oporto) ricordano in tutto e per tutto le nostre città più grandi e sono servite da varie Compagnie aeree, anche low cost.
Il sistema sanitario è a livello di quello italiano se non migliore. E’ utile, prima di andare, richiedere alla ASL i Modelli S1 e S2 per ogni evenienza. Nel caso di assistenza per la Dialisi o l’Ossigenoterapia si devono prendere accordi in precedenza con le strutture sanitarie portoghesi per l’assistenza.
Se si ha intenzione di trasferirsi è meglio rifare i documenti d’identità (passaporto, carta d’identità, patente) anche se manca molto alla scadenza.
Prima di decidere su un’eventuale scelta di questo tipo conviene fare un viaggio in Portogallo e vedere le differenti realtà. Si avrà modo di valutare quale può essere la soluzione migliore.
Le procedure burocratiche possono essere fatte di persona. E’ bene tener presente, però, che è necessario, in questo caso essere presenti in loco per buona parte degli adempimenti, inoltre è consigliabile avere un’elementare conoscenza della lingua portoghese per interfacciarsi con gli uffici amministrativi. In alternativa si può affidare lo svolgimento della pratica a uno Studio Legale Italo-Portoghese qualificato.

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