La rivoluzione dei garofani

La rivoluzione dei garofani

 “Stiamo andando a Carmo per fermare Marcelo Caetano. Questa è una rivoluzione!“. Il soldato le chiese una sigaretta, ma la donna non ne aveva; avrebbe voluto comprargliene qualcuna, ma i negozi erano ancora tutti chiusi. Così gli regalò le uniche cose che aveva con sè, i garofani, dicendo “Se vuoi prenderlo, ho solo un garofano da offrire“. Il soldato accettò e mise il fiore nella canna del fucile. Celeste distribuì i garofani anche agli altri soldati che incontrava, da Chiado fino ai piedi della Chiesa dei Martiri.

A seguito del suo gesto, Celeste fu soprannominata Celeste dos cravos (Celeste dei garofani), e i garofani rossi divennero il simbolo della rivoluzione chiamata la Rivoluzione dei garofani.

Il 5 marzo 1974 il Movimento delle Forze Armate tenne una riunione clandestina a Cascais, in cui venne approvato il programma politico del movimento. Il documento cominciò a circolare clandestinamente, provocando la reazione del regime. Il 9 marzo Vasco Lourenço, uno dei dirigenti del Movimento delle Forze Armate, fu arrestato e successivamente trasferito nelle Azzorre. Il 14 marzo i generali António de Spínola e Francisco da Costa Gomes (rispettivamente vice-capo e capo di Stato Maggiore delle Forze Armate) furono destituiti per non avere partecipato ad una manifestazione di appoggio al governo. Il 16 marzo ci fu un prematuro tentativo di insurrezione, quando il 5º Reggimento di Fanteria marciò su Lisbona, che si concluse con il fallimento del golpe e l’arresto di circa 200 militari. Il 24 marzo una riunione clandestina della commissione coordinatrice dell’MFA deliberò che un nuovo tentativo di colpo di Stato avrebbe dovuto avere luogo tra il 22 e il 29 aprile. Otelo Saraiva de Carvalho fu incaricato di gestire il piano generale delle Operazioni, con l’assistenza del capitano Rodrigo de Sousa e Castro. Il programma definitivo del Movimento fu approvato il 21 aprile; il capitano Salgueiro Maia assicurò l’appoggio di reparti corazzati. Il 23 aprile Saraiva de Carvalho comunicò che il piano sarebbe stato attuato il 25 aprile e che il posto di comando dell’MFA sarebbe stato installato presso la caserma del 1º Reggimento Genieri a Pontinha.

I leader dell’MFA si erano accordati con Carlos Albino, responsabile del programma musicaleLímite di Rádio Renascença, perché trasmettesse la canzone operaia Grândola vila morena di José Afonso, come segnale di avvio delle operazioni. Nonostante l’ascolto della canzone fosse proibito dal regime, la vendita era consentita, e Albino ne acquistò una copia il 24 aprile, giorno in cui João Paulo Dinis della radio “Emissores Associados de Lisboa” alle 22:55 annunciò: Mancano cinque minuti alle 23 e sarà con voi Paulo de Carvalho, che vi canterà il suo grande successo dell’Eurofestival “E depois do adeus”. Era il primo segnale in vista del golpe.

Celeste Caeiro, a mulher dos cravos

Celeste Martins Caeiro conosciuta anche come Celeste dos cravos (Celeste dei garofani) (2 maggio1933) è un operaiaportoghese, conosciuta come la donna che il 25 aprile 1974 distribuì garofani rossi ai militari coinvolti nel colpo di stato per rovesciare il regime dittatoriale portoghese guidato da Marcelo Caetano, rivoluzione che per questo divenne nota come la Rivoluzione dei garofani.

Di madre spagnola, era la più giovane di tre fratelli; il padre, di cui si sa poco, abbandonò presto la famiglia. Ha una figlia.

Nel 1974 viveva con la madre e la figlia in una stanza in affitto a Chiado e lavorava nel magazzino di un ristorante, il Sifire (su Rua Braamcamp a Lisbona). Il ristorante era stato inaugurato il 25 aprile 1973 con la nuova formula del self-service e nel giorno della rivoluzione festeggiava il primo anniversario. La direzione aveva progettato di offrire un omaggio ai clienti: fiori per le signore e del porto per i signori. Tuttavia, a causa del colpo di stato, quel giorno il ristorante non aprì e il proprietario, invitando lo staff a tornare a casa, distribuì a ciascuno un mazzetto dei garofani rossi e bianchi che avrebbero dovuto essere offerti alle clienti.

Celeste, tornando a casa, dopo aver preso la metropolitana per Rossio, arrivò verso le nove del mattino a Chiado, dove incontrò i carri armati dei rivoluzionari. Avvicinandosi a uno dei carri armati, chiese cosa stava succedendo, ed un soldato spiegò: “Stiamo andando a Carmo per fermare Marcelo Caetano. Questa è una rivoluzione!”. Il soldato le chiese una sigaretta, ma la donna non ne aveva; avrebbe voluto comprargliene qualcuna, ma i negozi erano ancora tutti chiusi. Così gli regalò le uniche cose che aveva con sè, i garofani, dicendo “Se vuoi prenderlo, ho solo un garofano da offrire”. Il soldato accettò e mise il fiore nella canna del fucile. Celeste distribuì i garofani anche agli altri soldati che incontrava, da Chiado fino ai piedi della Chiesa dei Martiri.

A seguito del suo gesto, Celeste fu soprannominata Celeste dos cravos (Celeste dei garofani), e i garofani rossi divennero il simbolo della rivoluzione chiamata la Rivoluzione dei garofani.

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