Serata Luciana alle Monachelle

Serata Luciana alle Monachelle

8 Dicembre 2019, dalle ore 18:00 presso le aree riqualificate dell’ex Asilo Vittorio E. III in Arco Felice Pozzuoli (NA), a cura del Gruppo Sociale Monachelle.

L’otto dicembre, festa dell’Immacolata, prima che il Natale divenisse una festa prevalentemente consumistica, era la data in cui nelle case si cominciavano a fare i presepi, per le strade si vedevano i primi zampognari e si “entrava” nel tempo del Natale.

Il tempo del Natale è, in qualche maniera, un ” non tempo”, un ” tempo sospeso”, che, ancora più chiaramente, si percepisce in quello spazio temporale ancora più ristretto ed intenso che, dal 23 dicembre, antivigilia di Natale, arriva sino al 6 Gennaio , giorno dell’Epifania.

Infine, il 17 Gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, sancisce la fine definitiva del tempo del Natale, celebrata con i tanti falò, i cippi che venivano accesi nelle città e nelle campagne.

Era il primissimo segnale di luce, in piena stagione invernale, il primo timido sguardo verso la primavera ancora lontana, ma tuttavia prossima, con le giornate che, sia pure impercettibilmente cominciavano ad allungarsi.

Nella giornata dedicata all’Immacolata proponiamo una ” Serata Luciana”, un appuntamento con la cucina, la storia e le tradizioni di Santa Lucia. Il primo di una serie d’incontri dedicati ai quartieri e le zone di Napoli, che, così come altre città e paesi del mondo, rischia di perdere anche la memoria di quella che un tempo era la diversità che caratterizzava non solo la peculiarità dei costumi di paesi più o memo distanti tra loro, ma persino le forti identità che definivano alcuni quartieri all’interno delle stesse città.

Bruno Brillante.

Il cibo, la cucina e le tradizioni di una comunità, ci aiutano a recuperare parte di quella memoria perduta, sbiadita, travolta dal multiforme magma della globalizzazione.

Cena a cura dell’associazione S’MART.

Faciteme Magnà

Santa Lucia, no chella d’ ‘e canzone,

no chella d’o cantante e l’orchestrina

io preferisco chella d’a cucina

d’a vungulella ncopp ‘o maccarone.

D’o pesce fritto, fatto uoglio e limone,

fore na tavernella ‘e na cantina,

piazzata’mpont’ ‘o taglio d’a banchina,

cu’ ‘ o pede ”ncopp’ ‘a barra ‘ e nu temmone.

E chesta è a poesia, niente cantante,

niente pusteggia, pe putè magnà

nu vermicello a vongole abbondante

cu ‘o petrosino crudo, addore e scoglie,

e ‘a primma forchettata ti ‘a scustà!…

si no svenisce mentre l’arravuoglie!

Raffaele Viviani

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