Presa della battigia

 Una piccola rivoluzione pur di far valere il nostro diritto ad un mare libero

Arco Felice 14 luglio 2022.

14 LUGLIO: PRESA DELLA BATTIGLIA!

Gli attivisti per il mare libero e gratuito liberano Cala Felice a Pozzuoli e sfilano sulla Chiaiolella a Procida. Questa mattina una cinquantina di attivist@ del coordinamento metropolitano “Mare Libero Bene Comune” armati di ombrelloni, asciugamani, striscioni, e rotella metrica hanno preso la battigia del lido privato “Cala Felice” di Pozzuoli dichiarandola spiaggia Libera, bene comune. Dopo un piccolo corteo passato tra gli applausi dei bagnanti delle spiaggia libera di monachelle si sono recati su quella privata contigua di Cala Felice ed hanno iniziato a misurare, metro alla mano, la porzione di spiaggia occupata abusivamente come già denunciato dai comitati locali ed accertato proprio la settimana scorsa dalla guardia della capitaneria di Porto che vi aveva apposto i sigilli. Un’area di circa 2mila metri quadrati sottratta all’uso pubblico dei cittadini: “questa mattina abbiamo liberato pubblicamente un pezzo di spiaggia che appartiene agli abitanti tutti, dopo l’arrembaggio ai lidi privati di Posillipo, e l’apertura del lido San Giacomo sotto il comune di Napoli per il ritiro dell’ultima delibera sul numero chiuso nelle spiagge pubbliche, abbiamo voluto simbolicamente liberare la battigia da abusi, privilegi, ostacoli che purtroppo limitano sempre più l’accesso alla risorsa Mare a chi non può permettersi di pagare 50 euro per farsi un bagno ed a cui rimane sempre meno spiaggia, spesso sporca e degradata per accedere alla quale devi fare la corsa alla prenotazione di quei pochi posti stabiliti dal comune e chiedere la carità di passare agli stessi gestori privati che in nome di una presunta sicurezza vengono addirittura autorizzati al controllo dall’autorità che dovrebbe sanzionarli per ostacoli e cancelli abusivi. Lo abbiamo fatto a Cala Felice perché il concessionario è il vicepresidente nazionale del sindacato dei balneari che fanno la voce grossa con il governo sostenuti da una parte molto ampia della politica italiana per continuare a godere dei privilegi e dei profitti che hanno mantenuto in questi decenni e continuare ad abusare del diritto di tutti ad un mare libero e gratuito. Si parla di concorrenza in parlamento e si ascoltano i rappresentanti delle concessioni, noi vogliamo che ad essere ascoltata per prima sia la voce e i diritti degli abitanti per un mare libero e gratuito, pulito ed accessibile a tutt@.Contemporaneamente alla spiaggia della Chiaiolella di Procida un altro gruppo della rete percorreva la spiaggia per denunciare anche nell’isola di Arturo Capitale mondiale della cultura l’allargamento dei privati e la riduzione ulteriore della spiaggia pubblica sempre più degradate. In attesa del promesso incontro dell’assessore Mancuso con in comitati la campagna per il mare libero e gratuito continuerà con nuove azioni sulla costa napoletana e quella Flegrea. Da San Giovanni a Miseno, mare libero, gratuito e pulito per tutt@. Associazione nazionale Mare Libero Coordinamento metropolitano NA “Mare libero, Bene Comune”

Ticket sì, ticket no. La confusione tra gestori degli stabilimenti e bagnanti. Biglietti e tornelli d’ingresso che ricordano quelli delle metropolitane. E tutto questo per accedere alla spiaggia.

Sosta, transito e accesso libero. Tre parole che creano confusione tra bagnanti e gestori degli stabilimenti. Le persone, munite di crema solare, telo da mare e occhiali da sole, spesso non sanno bene come comportarsi e questo va a favore degli stabilimenti che se ne approfittano e fanno affari d’oro. Alcuni, per la sosta sulla famosa battigia chiedono, infatti, di pagare un ticket dai tre ai sei euro. Una vera e propria tassa sul mare. In realtà, la suddetta tariffa è fuorilegge perché è vietato fermarsi e prendere il sole nei 5 metri presso il mare e anche perché, è dovere ricordarlo, l’accesso è libero a tutti. Se n’è accorta anche Legambiente che ha ormai cominciato il tour in giro per l’Italia con la Goletta Verde, e ha denunciato questa situazione divenuta ormai insostenibile. «Non è cambiato nulla rispetto agli anni scorsi: tutto è palesemente in contrasto con l’ordinanza balneare ma il comune di Roma non fa nulla per farla rispettare»,

Le violazioni più frequenti 1http://www.manualedelbagnante.it/alcune-violazioni-come-difendersi.html

1) Non vi fanno entrare nello stabilimento per andare al mare, o vogliono farvi pagare il biglietto, oppure vi proibiscono di stazionare temporaneamente per fare un bagno sulla battigia antistante l’area compresa nella concessione, anche se non possedete oggetti strumentali alla balneazione (sdraio, ombrellone), se non il semplice telo da mare.
Avete il diritto di entrare gratuitamente, raggiungere il mare per la via più breve o quella che vi indicheranno, e decidere se fare il bagno posando i vostri indumenti, prendere il sole, purché non intralciate il passaggio dei mezzi di soccorso o il passaggio di altri, o se non desiderate fare un bagno, potete passeggiare lungo la battigia.
Ricordate che nella battigia non vanno collocati oggetti ingombranti quali ombrelloni, sdraio e tavolini. La battigia è un’area esclusa dalla concessione demaniale su cui il concessionario non ha titolarità di contestare alcunché ne di posizionare le sue sdraio o i suoi lettini e ombrelloni.
In caso di resistenza potete ricordare al personale dello stabilimento che non vi vuole fare entrare che sta violando quanto prevede una legge dello Stato, e precisamente la legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 251, che stabilisce “l’obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area compresa nella concessione, anche al fine della balneazione”. Se insiste, telefonate alla Capitaneria e/o ai Vigili Urbani o al numero della federazione nazionale dei Verdi.
E’ nel vostro diritto chiedere il nominativo del responsabile dello stabilimento e in ogni caso procedete ad una denuncia circostanziata, meglio se supportata da testimoni o spedite un esposto (vedi modulo allegato), oppure recatevi presso la vicina caserma dei Vigili Urbani e sporgete denuncia formale.

2) Non vogliono farvi uscire dallo stabilimento?
Come sopra.

3) Volete vedere il mare ma lo stabilimento è chiuso e la spiaggia libera è lontana?
Non c’è alcuna legge che permette a qualcuno di impedire l’accesso al mare fuori della stagione balneare.
Pertanto i gestori devono lasciare la possibilità d’accesso, e se trovate chiuso è l’occasione di denunciare l’accaduto ai Vigili Urbani, e alla Capitaneria di Porto.

4) Volete andare in spiaggia a pescare ma non sapete dove entrare?
La pesca è sempre consentita dalla battigia durante la stagione invernale, mentre durante quella estiva è consentita solo dalla chiusura dell’orario di balneazione fino all’alba. Quindi in caso di resistenza procedete come nei casi precedenti.

5) La spiaggia libera è sporca?
La pulizia delle spiagge libere è a carico del Comune, o del concessionario se affidata come spesso accade a soggetti privati. Se la spiaggia è sporca non esitate a inviare una segnalazione o un esposto circostanziato ai soggetti responsabili: Comune di appartenenza o Capitaneria di Porto competente per territorio.

6) La spiaggia in concessione ad uno stabilimento è sporca d’inverno?
La pulizia della spiaggia in concessione è un obbligo del concessionario anche d’inverno. Segnalate il fatto al comune di appartenenza o alla Capitaneria di Porto.

7) Ogni cento metri d’arenile ci deve essere una postazione di salvataggio ( Ordinanza di balneazione della Capitaneria di Porto) con un operatore abilitato, dotato di: maglietta con scritto in maniera ben visibile “salvataggio”; fischietto; pattino o battello rosso con riportata la scritta “salvataggio” e il “nome dello stabilimento”; due salvagente anulari di cui uno munito di una corda di almeno 30 metri; una gaffa. In caso d’inosservanza di tali importanti obblighi fate notare la carenza al personale dello stabilimento o della spiaggia libera attrezzata e se si ripete, non esitate a segnalare la cosa o presentare una denuncia vera e propria: non si scherza con la sicurezza a mare.

8) Non viene rilasciata la ricevuta fiscale per la cabina, l’attrezzatura o altro.
È una gravissima violazione della legge dello Stato per “frode fiscale”.
È opportuno chiamare la Guardia di Finanza o inviare una segnalazione.
Ne vale della nostra reputazione e ne risentono le nostre tasche: il minore gettito fiscale dovuto alle tasse eventualmente non pagate dai gestori degli stabilimenti ricade su tutti i cittadini.

9) Non ci sono accessi per disabili fino alla battigia.
Si tratta di una violazione grave della legge 104 del 1992, sui diritti delle persone disabili.

10) Sono in corso costruzioni di immobili sul demanio?
Va verificato se c’è un cartello che autorizza la costruzione e inviare un esposto al comune.

11) Ci sono fognature a cielo aperto che scaricano in mare.
Inviare immediatamente un esposto alla Procura della Repubblica, alla Provincia e al Comune.

12) Nelle spiagge libere anche attrezzate non vi consentono di posizionare la vostra sdraio o il vostro ombrellone, o vi impongono di posizionarli in posti lontani dal mare?
Nelle spiagge libere o libere attrezzate è vostro diritto utilizzare le attrezzature personali mentre l’eventuale concessionario della spiaggia o dei servizi connessi alla balneazione non può obbligarvi ad affittare le sue attrezzature, in caso di resistenza procedete ad una denuncia presso i vigili urbani o la capitaneria di porto.

Modulo tipo per segnalare e protestare

Quello che segue è un possibile modulo per la segnalazione di abusi non solo contro i diritti dei cittadini, ma anche contro l’ambiente, come ad esempio abusi edilizi, scarichi fognari ecc.

SCARICA MODELLO FORMATO DOC

SCARICA MODELLO FORMATO PDF

(Si riportano a titolo esemplificativo alcune delle situazioni più frequenti, da riportare nello spazio delle motivazioni, ma l’elenco potrebbe essere molto più lungo!):

• Volevo entrare gratuitamente per raggiungere il mare come previsto dalle norme in vigore, ma non mi è stato consentito (specificare da chi) con le seguenti motivazioni e il seguente comportamento…

• Volevo entrare per raggiungere il mare come previsto dalle norme in vigore, ma mi è stato richiesto (specificare da chi) il relativo pagamento di un biglietto di ingresso….

• Volevo stazionare temporaneamente per fare un bagno, sulla battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, ma seppure non in possesso di oggetti strumentali alla balneazione (sdraio, ombrellone) se non un telo da mare, mi è stato vietato….

• Volevo andare a fare una passeggiata in spiaggia ma non c’era possibilità di entrare perché tutti gli ingressi erano chiusi e non c’era nessuno a cui rivolgersi….

• Non era presente, come prevista dalle norme in vigore, la sorveglianza a mare, ovvero era carente di …

• La spiaggia era sporca per la presenza di rifiuti di tipo …

• Non c’era il passaggio attrezzato per disabili in aperta violazione della normativa vigente e non sono potuto andare al mare….

• È in corso di costruzione un’immobile su area demaniale. Si chiede di intervenire al fine di adottare tutti quei provvedimenti necessari a impedire che il danno ambientale venga portato ad ulteriori conseguenze….

• Si segnala la presenza di scarico fognario che versa direttamente a mare. Si chiede intervento per adottare i provvedimenti previsti dalla legge…

• Sono stato obbligato a non posizionare la mia sdraio/a posizionarla in posti a me sgraditi/ a noleggiare la sdraio o l’ombrellone

Piccolo Glossario

Spiaggia libera:

qualsiasi arenile su cui non gravano concessioni demaniali a privati e controllata dalle amministrazioni. È sempre segnalata la possibilità di balneazione per la qualità delle acque o la presenza o meno della sorveglianza a mare.

Spiaggia libera attrezzata:

come le spiagge libere, con in più la presenza di punti ristoro o servizi di noleggio attrezzature gestiti da operatori in convenzione con i comuni ai sensi dell’art. 45 bis del Codice della Navigazione, ma in genere i concessionari delle spiagge sono sempre gli enti locali.

Arenile non presidiato o sorvegliato (fuori dai tratti urbani):

qui ognuno può accedere nel rispetto delle bellezze naturali e non c’è nessuna assistenza.

Arenile:

la superficie sabbiosa in genere.

Battigia:

striscia di 5 metri tra la zona della risacca e l’arenile.

Demanio Marittimo:

il vero e proprio suolo dello Stato, come le montagne, i fiumi. In definitiva, i proprietari siamo tutti noi. Su di esso vigila l’Autorità della Marina (Capitaneria di Porto), è amministrato dal Ministero delle Infrastrutture, la gestione dei canoni è affidata all’Agenzia del Demanio, il rilascio ed il rinnovo affidato alle regioni e ai comuni….Evidente la confusione generata dal mancato coordinamento di tutti questi soggetti che ha prodotto e produce le attuali disfunzioni ( utilizzo improprio, senza titolo, mancato pagamento del canone..)
Concessione Demaniale: atto formale con cui lo Stato, attraverso le istituzioni delegate,( Regioni e Comuni) rilascia e rinnova (su richiesta degli interessati e secondo regole stabilite) permessi di uso in genere per una migliore fruizione pubblica coniugata ad un’attività remunerativa.
La durata è temporanea, e legata al rispetto della concessione stessa e delle strutture contenute, nella forma e nella destinazione.
Attualmente per le nuove concessioni è di sei anni mentre le vecchie sono state prorogate dal Ministro Monti al 31 dicembre 2015, per poi andare in gara. In virtù dell’art. 11 della Legge 217 del 2011 già a maggio 2013 potrebbero scattare le nuove normative che il Governo Monti si è impegnato ad emanare.

Le nuove norme sul demanio marittimo

È fatto “obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione”.

Come abbiamo visto, è – grazie al lavoro dei Verdi – quanto prevede l’ultima legge finanziaria (legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 251) approvata dal Parlamento, che ha introdotto (commi da 250 a 257) delle novità per quanto riguarda il demanio marittimo, i relativi canoni di concessione, e i diritti degli utenti.

L’accesso libero e gratuito alla battigia è una norma particolarmente importante, anche alla luce del fatto che l’accesso al mare in diverse zone del Paese è ormai un problema sociale. Buona parte del litorale è quasi totalmente privatizzato, e ci vogliono spesso diverse decine di euro per trascorrere una giornata al mare con la famiglia.

Oltre all’accesso gratuito alla battigia, nella legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 251/257 troviamo ulteriori disposizioni, tra queste:
– le concessioni, possono avere durata superiore ai sei anni ma non possono andare oltre i venti anni; ( Norma confermata dal Governo Monti in attesa della revisione dellamateria entro 15 mesi da gennaio 2012)

– le Regioni nel predisporre i piani di utilizzo delle aree del demanio marittimo, devono “individuare un corretto equilibrio tra le aree concesse a soggetti privati e gli arenili liberamente fruibili” oltre a garantire le “modalità e la collocazione dei varchi necessari” all’ingresso libero in spiaggia. (norma è stata introdotta su proposta dei gruppi parlamentari Verdi;)

– le concessioni saranno revocate qualora il concessionario si renda responsabile, a partire dal 1° gennaio 2007, di gravi violazioni edilizie che costituiscano violazione degli obblighi derivanti dalla concessione stessa;

– gli adeguamenti dei canoni demaniali saranno calibrati sulla redditività delle singole aree;

– i canoni vengono ridotti del 50 per cento in caso di eventi dannosi di eccezionale gravità che comportano una minore utilizzazione del bene;

– cambia anche il calcolo dei canoni di riferimento delle pertinenze demaniali per le superfici destinate ad attività commerciale: i canoni saranno calcolati in base al valore medio dell’osservatorio immobiliare;

– nuova articolazione delle aree, manufatti, pertinenze e specchi acquei in due categorie (A e B) anziché nelle quattro (A, B, C e D) finora previste.
In pratica, vengono distinte due categorie: la A ad alta valenza turistica, e la B a valenza turistica normale, il cui accertamento è riservato alle regioni.
In mancanza di questo accertamento la norma stabilisce che rientrino altrimenti tutte nella categoria B.

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